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mercoledì 29 gennaio 2014

Risposta alla domanda focale n.4

La storia della Tecnologia, delle invenzioni, del cambiamento della qualità della vita delle donne, dei malati, dell’igiene quotidiana, che peso hanno nella formazione dell’adulto/lavoratore consapevole? E come insegnarla senza scadere nella pedanteria e nella noia?
con questo interrogativo si concludeva la domanda focale 4 di Ferdinando Riotta sul ruolo e sul peso della storia della tecnologia nell'insegnamento della tecnologia.

Sono convinto che:

a) occuparsi di tecnologia, come occuparsi di scienza, voglia dire anche conoscere e interessarsi della dimensione storica di questo sapere. Sia perchè il lavoro dello scienziato o del tecnologo vengono arricchiti in modo fondamentale da uno sguardo che abbraccia oltre al presente anche il passato, sia perchè la ricerca di nuove verità scientifiche o di efficaci soluzioni tecnologiche sarà più facile se esse si potranno confrontare (e competere) non solamente con la "popolazione" attuale ma anche con quella del passato.

b) la storia della tecnologia utile, anzi indispensabile allo studio della tecnologia è fortemente impregnata di conoscenze tecnologiche; è una storia capace di coniugare e di equilibrare la spinta (centrifuga) alla contestualizzazione sociale e la spinta opposta (centripeta) alla focalizzazione tecnica o tecnicistica. 

Rimane invece aperta l'ultima parte della domanda di Riotta su come si debba insegnare una tecnologia composta, e quasi 'impastata', della propria storia. 
Torneremo quindi su questo punto in un prossimo post.

lunedì 13 gennaio 2014

Storia della Tecnologia e approccio SCOT


La storia della tecnologia raramente si interessa delle tecnologie che non hanno avuto successo, che non hanno vinto la competizione e non si sono affermate nella società. Il racconto lineare, progressivo, dell'evoluzione tecnologica fornisce una visione superficiale dei meccanismi che portano le tecnologie ad affermarsi su quelle concorrenti; quasi sempre è stato questo approccio a dominare nelle formazione e nella educazione tecnologica di base, preoccupata più di mostrare il funzionamento della tecnologia operante invece che di fare luce sulle dinamiche di "selezione" tecnologica. Per comprendere la tecnologia dobbiamo abbracciare con lo sguardo anche la società e tutti gli attori che in essa giocano ruoli significativi: istituzioni, formazioni politiche, mezzi di comunicazione, portatori di interessi economici, ecc.

La teoria della "costruzione sociale della tecnologia" - o SCOT - rappresenta un approccio allo studio della storia della tecnologia fondato sui rapporti di ogni fatto tecnologico con il contesto sociale a cui fa riferimento. L'insegnamento della tecnologia nella scuola di base può essere significativamente arricchito da un approccio come quello SCOT; le modalità attraverso cui la didattica della tecnologia se ne possa utilmente avvalere rimangono in gran parte da investigare.

Tra i rappresentanti più significativi di questo importante filone di studi si possono segnalare: Wiebe Bijker, Trevor Pinch, Wiebe E. Bijker. Un testo molto accessibile e utile per un inquadramento generale dei principali problemi è senz'altro "La bicicletta e altre innovazioni" di Wiebe E. Bijker, McGraw Hill, 1998 (informazioni su tecalibri: http://tecalibri.altervista.org/B/BIJKER-WE_bicicletta.htm)